Le monete e la Storia
Le monete e la storia – 2
Di
Enzo Balduini
Roma repubblicana non poteva rimanere indifferente alle difficoltà che sorgevano nel momento che allacciava contatti commerciali con le città greche dell’Italia meridionale che con lei confinavano.
Queste città greche infatti avevano una loro moneta d’argento e Roma si adeguò coniando una moneta basata sul loro peso e sistema monetario, il Didramma, del peso di gr. 6,82.
Successivamente coniò il Denario, del peso di gr. 3,9 – 1/84 di libbra romana, per effetto della legge Flaminia, una delle famiglie gentilizie romane che ha dato alla storia dell’epoca Consoli, Censori e Magistrati Monetari.
Ricordiamo Flaminio Gallio, uomo politico e generale romano che, eletto console nel 220 a.C., fece aprire la via detta appunto Flaminia che, partendo da Roma, attraversando l’Etruria, l’Umbria e il Piceno, arrivava sino a Fano.
Il Didramma riprodotto raffigura Ercole in giovane età e al rovescio la lupa che allatta i gemelli.
Il Denario raffigura la testa di Roma e al rovescio i Dioscuri al galoppo, anch’essi gemelli. I primi due, Romolo e Remo, figli del Dio Marte e di Rea Silva, vengono considerati dalla leggenda i fondatori di Roma, miti Italici. I secondi, Castore e Polluce, mitici eroi greci, figli di Zeus e Leda, appartengono al Mondo più antico della mitologia ellenica.
La moneta repubblicana Romana diverrà una galleria di ricordi figurati, storici e leggendari, riguardanti gli antenati del magistrato monetario che batteva moneta.