Le monete e la Storia

I grandi viaggiatori – 5

Di

Enzo Balduini

Tra i grandi viaggiatori non possiamo dimenticare Odisseo, (Ulisse) bello di fama e di sventura. Viaggiò per 10 anni, come racconta Omero sulla sua opera Odissea, e ne fece il suo eroe. Il viaggio di Ulisse fu animato da tappe fantastiche, ma ognuna con ostacoli da superare per poter sopravvivere, e le superò tutte con la sua audacia e furbizia: come riuscì ad accecare il gigante Polifemo e a sfuggire alle lusinghe mortali dal canto delle sirene davanti all’isola di Capri, e anche quando approdò all’isola di Eea, oggi Circeo, dove dimorava la maga Circe, che si innamorò di Ulisse che ricambio l’amore e la maga, per rimanere sola con lui, tramutò i marinai di Ulisse in porci.
Omero, che aveva scritto anche l’Iliade, descrisse Ulisse come eroe, che con il suo stratagemma del cavallo di Troia riuscì a sconfiggere gli Achei: ma queste sono opere epiche scritte da un grande poeta come Omero vissuto nel IX secolo. a.C.
Il nostro esploratore Cristoforo Colombo salpò il 3 agosto del 1492 dal porto spagnolo di Palos e andò verso l’ignoto con le tre caravelle la Nina, la Pinta e l’ammiraglia Santa Maria. Dopo molte difficoltà e un tentativo di ammutinamento, il marinaio spagnolo Rodrigo di Triana dal suo ponte gridò tierra tierra e fu una grande gioia per tutto l’equipaggio; quindi le tre caravelle sbarcarono a Guanahani, isola delle Bahamas che Colombo ribattezzo San Salvador in omaggio a Cristo Salvatore. Era il 12 ottobre 1492. Colombo credeva di aver raggiunto le Indie invece erano le Americhe.
Altro nostro grande viaggiatore esploratore “il più grande” Marco Polo, di famiglia patrizia veneziana di importanti mercanti, nacque nel 1254. A 17 anni, con il papà Niccolò e lo zio Matteo, affrontò un viaggio con il desiderio di arrivare in Catai, oggi Cina; paese che esportava seta, spezie come zenzero, ginseng, curcuma, cannella e tè, oltre a oggetti in giada, famosa e preziosa. Un prodotto di lusso per ricchi e potenti.
Nel 1271 i Polo lasciarono Venezia verso la penisola Anatolica che era la via migliore per avviarsi verso l’Asia centrale e il Medio Oriente con itinerari terrestri marittimi e fluviali verso la Via della Seta.
Dopo diverse tappe come Trebisonda, Bagdad, Tabriz, Hormuz, Samarcanda e il Karakorum, attraversarono il deserto del Gobi (che vuol dire luogo senza acqua) con una carovana di cammelli e visitarono questa arida terra abitata da popolazioni mongole, pastori nomadi fieri e audaci cavalieri, i Polo giunsero infine alla corte del Gran Khan a Chengdu a nord di Pechino. Il viaggio era durato 3 anni e mezzo, quindi Marco aveva 21 anni e il giovane entrò subito nelle simpatie dell’imperatore Khan, il più grande sovrano orientale dell’epoca, nipote di Gengis Khan. Il Gran Khan capì subito che il giovane Marco aveva buona predisposizione per le lingue e abilità nel trattare con le persone, pertanto gli affidò qualche incarico di scarsa importanza, poi di maggior rilievo che Marco sbrigò con molta intraprendenza.
Marco, fu nominato ambasciatore e andò in missioni commerciali in varie parti dell’impero mongolo, raggiunse il Tibet, navigò sullo Chang Jiang, sullo Huang He e lungo il corso del Mekong, mentre il padre e lo zio viaggiarono in Cina per affari commerciali essendo degli esperti mercanti.
Marco tornò a Venezia nel 1295 con una discreta fortuna che investì nell’impresa commerciale di famiglia. Aveva 41 anni dopo aver vissuto 17 anni in Cina e 3 anni e mezzo per il viaggio di ritorno.
Poco dopo Marco prese parte a una battaglia navale tra Veneziani e Genovesi e fu fatto prigioniero. Fu portato nella prigione di palazzo San Giorgio e nella cella conobbe lo scrittore Rustichello da Pisa a cui dettò il resoconto del viaggio in Asia con il papà e lo zio, e le esperienze alla corte del Gran Khan.
Marco chiamò il diario del suo viaggio Il Milione. Una descrizione dettagliata del viaggio che servì in seguito ad altri viaggiatori per percorrere la Via della Seta. Il titolo Il Milione che Marco ha dato al suo diario deriva Emilione che Marco e la sua famiglia usavano per distinguersi dalle diverse casate di nome Polo che esistevano nel ‘200 a Venezia.

Enzo Balduini

Esperto in Numismatica

La sua rubrica:

Le monete e la Storia

A cura di Enzo Balduini

Condividi su: