Le monete e la Storia

IMPERATORI ROMANI: TRAIANO

Di

Enzo Balduini

MARCO ULPIO TRAIANO nacque a Italica, nella provincia dell’attuale Andalusia il 18 settembre del 53 d.C, dal padre Marco Ulpio Traiano e dalla madre Marcia.
La gens Ulpia, di cui faceva parte, proveniva dall’Umbria, in particolare da Todi.
Suo padre, anche lui nato a Italica, era senatore, quindi Traiano apparteneva ad una famiglia senatoria. Della madre Marcia si sa solamente che era una nobildonna romana.
Purtroppo l’infanzia e l’adolescenza di Traiano sono oscure: ricevette sicuramente un’educazione appropriata, imparando la grammatica, la retorica ed il greco.
Nel 75 d.C. all’età di 22 anni sposò Poppea Plotina, di giovane età, tra i 16 e 17 anni, figlia di una potente famiglia Romana, ragazza sobria, colta, intelligente e molto pia; purtroppo l’unione non diede figli.
L’inizio della carriera di Traiano, favorita dal padre senatore, fu di carattere essenzialmente militare. Traiano fu nominato tribuno militare e tenne questa carica per 10 anni, facendo una vasta esperienza in Siria.
Successivamente fu Legato di Legione, infine Comandante di più Legioni in Germania.
Si distinse per capacità e sagacia, tanto da meritare nel 91 d.C., all’età di 38 anni, il Consolato.
Nel 97d.C. divenne Governatore della Germania Superiore, e apprese di essere stato adottato dall’Imperatore Nerva. La scelta ebbe l’approvazione dei suoi soldati e anche il Senato di Roma approvò; questo fu un bel trampolino di lancio.
L’imperatore Nerva morì nel 98 d.C. e Traiano fu eletto Imperatore e salì sul Trono Imperiale di Roma. Il primo provinciale chiamato a ricoprire questa carica, destinato a passare alla storia di Roma come L’OPTIMUS PRINCEPS, IL MIGLIORE IMPERATORE ROMANO.

Tra i moltissimi ambiti di intervento, si dedicò alle istituzioni alimentari, che avevano lo scopo di assicurare nei singoli municipi il sostentamento di fanciulli e fanciulle indigenti, mediante l’elargizione di somme di denaro. Il popolo Romano gradiva molto questo nobile comportamento dell’Imperatore. Traiano non voleva essere Dominus, ossia Signore, ma essere Princeps, e incarnare il modello ideale di Governatore Romano, superando l’immagine del despota, proponendosi così come un leader equilibrato, rispettoso delle istituzioni e dedito al bene dello Stato, facendo della IUSTITIA il suo ideale di governo. E a proposito di GIUSTIZIA, emanò una serie di provvedimenti a fini sociali: come il condono delle imposte arretrate e sulla tassa ereditaria, che colpiva principalmente i cittadini Romani benestanti.
Adottò la VIGESIMA HEREDITATIS, cioè il 5% (purtroppo non come oggi per noi), praticamente la ventesima parte del patrimonio.

Il consolidamento del potere di Traiano fu dovuto alla concordia che egli seppe stabilire, tra il Senato, il Popolo e lui stesso. Dette la giusta considerazione all’esercito, principalmente per la sua grande abilità di Generale che portò l’Impero Romano alla sua massima estensione territoriale. La conquista della DACIA (Romania) da parte dell’IMPERO ROMANO, si realizzò negli anni tra il 101 e il 106 d.C. attraverso lo scontro tra i soldati Romani e i Daci del re Decebalo. L’esito finale fu la sottomissione con la conseguente annessione all’IMPERO ROMANO, e la sua trasformazione in provincia. Il re Decebalo scelse il suicidio piuttosto che essere catturato e umiliato dai Romani.
Questa annessione, generò negli anni un problema strategico di non facile soluzione, in quanto un territorio oltre il DANUBIO costrinse Roma a stanziare enormi risorse militari per la sicurezza e la gestione di una provincia circondata da popoli ostili.
La decisione di innalzare la colonna Traiana fu presa dall’Imperatore stesso con l’approvazione del SENATO, per celebrare le sue vittoriose campagne militari in DACIA.
Il monumento, inaugurato nel 113 d.C., fu progettato probabilmente dall’architetto APOLLODORO di DAMASCO. La struttura a fregi spiraliformi narrano le fasi della guerra.
In origine, sulla sommità era posta la statua bronzea di Traiano e, nel 1587, Papa SISTO V (Felice Peretti) decise di sostituirla con la statua di san Pietro, patrono della città di ROMA insieme a san Paolo.
Nel 117 d.C., tornando a ROMA dopo la campagna contro i Parti, a Selinunte nell’odierna Turchia, fu colpito da un ictus all’età di 64 anni.
A Roma il suo corpo fu cremato e le sue ceneri furono collocate in un’urna d’oro alla base della celebre colonna.
La sua morte segnò la fine di una delle più floride epoche dell’IMPERO ROMANO.

Il sesterzio che qui sotto mostro rende onore e imperitura memoria per la conquista della DACIA da parte dell’IMPERATORE TRAIANO. Al rovescio è riportata la VITTORIA ALATA e la dicitura latina VIC. DAC. su uno scudo attaccato a un tronchetto di palma.

Enzo Balduini

Esperto in Numismatica

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Le monete e la Storia

A cura di Enzo Balduini

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