Le monete e la Storia
Imperatori romani: Nerone
Di
Enzo Balduini
Nerone nacque ad Anzio nel 37 d.C. da una famiglia nobile, il padre Domizio Enobarbo, la madre Agrippina Minore figlia di Germanico e Agrippina Maggiore.
Nel 53 d.C. a 16 anni Nerone sposò Ottavia figlia dell’Imperatore Claudio. Ottavia aveva 13 anni; il matrimonio fu voluto dalla madre di Nerone per consolidare la posizione del figlio nella dinastia GIULIO-CLAUDIA. Nerone era un predestinato, a 17 anni fu acclamato imperatore subito dopo la morte dell’Imperatore CLAUDIO. Ma così giovane non aveva la competenza per quella importante carica. Il Senato decise di dargli come tutore Seneca il giovane. Nel 59 d.C. Nerone fece uccidere la madre, perché era solita parlare male del figlio. Dopo un primo tentativo fallito di farla affogare in un naufragio simulato vicino a Baia, in cui Agrippina tornò a riva a nuoto, fu uccisa a coltellate dai sicari del figlio.
Nel 60 d.C. nella vita di Nerone si insinuò un siciliano di nome Gaio Ofonio Tigellino nato il 10 d.C. ad Agrigentum. Fu un influente e spietato Prefetto del Pretorio sotto l’Impero di Nerone. Sebbene di nascita siciliana probabilmente vantava anche ascendenze greche. Divenne uno dei più influenti consiglieri e amico di Nerone, condividendo e incoraggiando la vita dissoluta, contraria alle regole del Senato.
Nel 62 d.C. Nerone divorziò da Ottavia e la fece uccidere accusandola di infedeltà. Nerone aveva molte passioni, in primis le corse dei cavalli, amava recitare a teatro, cantare, danzare e si riteneva anche poeta, per non parlare delle sue prestazioni sessuali.
Nel 64 d.C. per la tragedia dell’incendio di Roma venne accusato dai suoi detrattori, ma lui oltre ad essere diabolico era anche molto ambizioso e desiderava avere una sua reggia e con i suoi ingegneri, operai e artisti fece iniziare i lavori sul Colle Oppio della DOMUS AUREA: ma prima andava bonificata la vasta zona scelta, dando fuoco ad alberi e sterpaglie che infestavano il terreno. In quel periodo Roma aveva dai settecentomila a un milione di abitanti. Il fuoco fece molti danni, molte case di legno vennero distrutte, altre danneggiate. Nerone dopo l’incendio aprì al pubblico i suoi giardini personali, costruì alloggi e distribuì molti cibi.
Nel 65 d.C. Nerone sposò Poppea Sabina, ma poverina morì in circostanze tragiche, probabilmente a causa di un aborto spontaneo; aveva dato a Nerone una figlia, Claudia Augusta, morta a soli 4 mesi. Nerone ne fu profondamente addolorato, la divinizzò e la fece imbalsamare, celebrando un funerale sfarzoso.
Sotto l’aspetto militare il principato di Nerone non fu caratterizzato da grandi conquiste personali, piuttosto da una gestione volta a consolidare i confini, sedare rivolte, a coordinare i rapporti con l’Impero Partico.
Per la monetazione Nerone era molto esigente poiché, come immagine del potere e per farsi conoscere dal popolo, non c’era altro mezzo che le monete.
Da appassionato di numismatica, posso affermare che il rovescio più raffigurato sulle monete Romane è stata la VITTORIA ALATA, come si può osservare nella riproduzione fotografica allegata.
Altri rovesci come la SALUS, la PIETAS, la SECURITAS, la SPES, la VIRTUS, la HILARITAS, la PROVIDENTIA, la PUDICITIA, la LIBERTAS, la LIBERALITAS, la FIDES, la FELICITAS, la FORTUNA, la FECONDITAS, la VESTA, la UBERITAS e nel basso Impero, rovesci molto significativi VIRTUS MILITUM, GLORIA EXERCITUS, GENIO POPULI ROMANI. Avevano ragione, ciò che ci hanno lasciato i Romani avvalora quelle ultime tre parole.
Nel 66 d.C. Nerone sposò la terza moglie STATILIA MESSALINA, di nobile famiglia, dopo aver fatto uccidere suo marito Marco Giulio Vestino console Romano. Il SENATO non poteva più sopportare in vita Nerone, diabolico e stravagante. Quindi l’Imperatore GALBA con le sue milizie si mise alla caccia di Nerone per arrestarlo, ma nel frattempo Nerone fu aiutato da un liberto di nome Faonte che gli mise a disposizione la sua villetta al quarto miglio, tra la via Salaria e la via Nomentana. Ma appena saputo che Galba con i suoi militi era vicino alla villetta, Nerone si uccise con due pugnali che aveva sempre con se.
Le ultime parole che disse prima di spirare furono “QUALE ARTISTA MUORE CON ME”.
Il SENATO, saputo della morte di Nerone, lo dichiarò pubblicamente nemico del popolo Romano, e decretò nei suoi confronti la DAMNATIO MEMORIAE.
Non ho voluto fare la biografia di questo “non degno imperatore”, ma la storia di una infinita tragedia.