Le monete e la Storia

Denari Gens Tituvia – L. Tituvius Sabinus 88 a. C. – 6

Di

Enzo Balduini

Denari Gens Tituvia – L. Tituvius Sabinus circa 88 a.C.

Denari Gens Tituvia – L. Tituvius Sabinus 88 a. C.

Lucio Tituvio Sabino che da Tito Tazio, Re dei Sabini, vantava la discendenza, coniò tra l’altro i due denari che vi proponiamo.
Nel VII scolo a.C. Romolo era appena stato acclamato Re dei Romani, e il suo popolo stava crescendo. Dai paesi vicini a Roma molti uomini arrivavano per sottomettersi a Romolo, mentre poche le donne che avevano questo spirito di avventura, quindi la popolazione romana era prevalentemente maschile.
Romolo, preoccupato del futuro del suo popolo, organizzò una festa e invitò gente dalla vicina Sabina.
Si mangiò e si bevve come non mai; ma con un preciso scopo, perché nel momento in cui i Sabini esprimevano probabilmente pareri di squisita gentilezza sui Romani questi, avvertiti da Romolo, rapirono le donne Sabine.
Il denaro della figura a destra ci rappresenta al dritto la testa di Tito Tazio e al rovescio l’eloquente scena del rapimento.
L’altra leggendaria raffigurazione sul secondo denaro, vede al dritto la testa di Tito Tazio e al rovescio due guerrieri con lo scudo che trascinano una donna.
La donna è Tarpea, figlia di Spurio Tarpeo che era il custode della rocca Capitolina, la famosa rupe Tarpea, luogo dove venivano puniti i Romani colpevoli contro la patria.
Forse la rupe è stata chiamata così in ricordo della giovane. Tarpea recandosi ad attingere acqua alla fonte dove i soldati Sabini abbeveravano i cavalli, si invaghì di Tito Tazio che era in procinto di attaccare Roma.
Tarpea tornando verso casa già meditava di tradire Roma per amore dello straniero. In un giorno di festa, Tarpea passando inosservata fra la folla, uscì dalle mura, raggiunse l’accampamento nemico e condusse Tazio e i suoi soldati fino al Campidoglio. Sembrava ormai cosa fatta, ma il tradimento non venne premiato dal nemico. Quando Tarpea osò chiedere a Tazio in quale giorno l’avrebbe sposata egli le rispose disprezzandola e dai suoi soldati la fece precipitare dalla rupe.
Come possiamo interpretare queste due monete? Forse la tragica fine di Tarpea è la vendetta dei Sabini per il ratto subito? Non lo sappiamo; ma pensarlo forse non è uno sbaglio.

Enzo Balduini

Esperto in Numismatica

La sua rubrica:

Le monete e la Storia

A cura di Enzo Balduini

Condividi su: