Le monete e la Storia
Le monete e la storia – 3
Di
Enzo Balduini
“Il libero voto è la più alta espressione di civiltà”.
Il Governo della Roma repubblicana ha per suo principio la sovranità popolare. Il potere nasce dalla volontà dei cittadini che fanno le loro scelte per mezzo del voto. È un obbligo e un debito morale per gli eletti proporre leggi necessarie e giuste.
È dovere dei cittadini votare secondo la propria coscienza.
Il denario della Gens Cassia del magistrato monetario L. Cassius Longinus rappresenta al dritto la testa velata di Vesta, dea del focolare domestico e al rovescio una figura maschile che sta facendo cadere nell’urna una tavoletta con la scritta U (Uti Rogas = come tu proponi).
Il magistrato ha voluto commemorare la pronunciazione di sentenza della legge Cassia Tabellaria, legge relativa al metodo di votare, che fu proposta nel 137 a.C. da L. Cassius Ravilla, evidentemente avo del magistrato L Cassius Longinus.
Il denario della Gens Licinia del magistrato monetari P. Nerva rappresenta al dritto la testa di Roma elmata con scudo e lancia, simbolo di potenza e di rovescio tre cittadini che stanno votando in un comizio.
Con questo conio il magistrato monetario ha voluto rievocare la figura di C. Licinius Crassus, il tribuno che nel 145 a.C. riunì le genti del Lazio in recinti separati per votare nel comizio e nel 139 a.C. il voto fu introdotto per l’elezione dei magistrati.
Ancora una volta, queste belle monete di duemila anni fa, ci danno una tangibile prova dell’impegno per lo sviluppo sociale che i funzionari del governo della Roma repubblicana, affrontavano con sicura responsabilità.
Non sempre il confronto tra passato e presente è a nostro vantaggio.

