Le monete e la Storia
Le monete e la Storia – 1
Di
Enzo Balduini
Tra le grandi potenze del mediterraneo, Roma repubblicana, governata collegialmente da magistrati annui di pari potere, detti prima pretori e poi consoli, fu l’ultima a creare la sua moneta.
Il baratto era la forma più comune di scambio. Si passò poi a pezzi di metallo grezzo (bronzo), quindi all’AES RUDE che consisteva in barre di bronzo di varie dimensioni e peso che ne determinavano il valore. Poi si passò all’AES SIGNATUM, pezzi di metallo di forma quadrangolare con abbozzi di figure riproducenti animali.
Verso il 300 a.C. la prima moneta di ROMA fu l’AES GRAVE o asse libbrale, bronzo fuso a forma lenticolare del peso di una libra latina (273 grammi) suddivisa come segue:
ASSE Segno I Peso 1 libbra Latina = gr. 273.
SEMISSE Segno S Peso ½ Libbra Latina = gr. 136,5.
TRIENTE Segno ···· Peso ⅓ Libbra Latina = gr. 91.
QUADRANTE Segno ··· Peso ¼ Latina = gr. 68,28.
SESTANTE Segno ·· Peso ⅙ libbra Latina = gr. 45,55.
ONCIA Segno · Peso 1/12 Latina = gr. 22,75
Il Semisse o mezzo asse riprodotto raffigura al dritto un toro infuriato ed al rovescio una ruota a sei raggi. È bene ricordare la grande considerazione che gli antichi popoli avevano dei pagani che effigiavano perfino sulle loro monete, in seguito spiegheremo i vari simboli; ma questo semisse ci fa focalizzare l’attenzione sulle due raffigurazioni agro-pastorali, la ruota e il toro.
Il toro, segno di potenza, di continuità riproduttiva, quindi di benessere e sicurezza per il futuro; la ruota, una delle più grandi invenzioni del genio umano.
Possiamo affermare senza ombra di dubbio che quei governati, aristocratici e patrizi, hanno voluto con questa moneta onorare il mondo contadino lavoratore.