I foglietti
Le Extra New Etichette, l’ennesima galassia di microcosmi cromatici…!
Di
Brunarte45
Non è difficile pensare, che ci siano sempre altri modi e altri mondi nella variopinta galassia delle etichette, la cui espressione cromatica ci incanta e ci rapisce, quasi irrazionalmente! E’ forse, solo, una esigenza mentale, quella che ci permette di vagare, senza meta, nell’imponderabile spazialità dell’Universo Infinito. E’ probabile che la voglia di conoscere, di approfondire aspetti di una nuova ricerca, ci aiuti a spingerci più in là. La sicurezza che il nostro itinerario sia quello giusto, non ci viene garantito da nessuno, ma è positivo che la ricerca venga supportata da una maggiore e diversa creatività! Riproporre, ad ogni modo, uno scenario, apparentemente conosciuto, senza esserlo, è l’aspetto più peculiare! E’, certamente, curioso e casuale ritrovarsi a gestire la multi cromaticità delle etichette su supporti cartacei diversi, come buste prestampate e già scritte da altri, rispetto a quelli più semplici, relativi ad un foglio di carta o cartoncino intonsi, come avveniva nell’Epoca delle Old Etichette. I risultati sono sicuramente di grand’effetto, poiché danno una fisionomia più eterogenea e quasi di interattività anonima, come carpita alla volontà, non voluta. E’, quindi, una partecipazione “a posteriori” di chiunque abbia inviato una qualunque busta, o si sia adoperato un supporto cartaceo qualsivoglia, da cui, poi, si inizia a comporre un “Nuovo Spazio”, più variopinto, rendendolo protagonista, suo malgrado! Solo dopo alcuni prototipi cartacei (normalmente sono le buste del condominio, di banche, di assicurazioni, e delle più svariate società, comprese le locandine dei Supermercati) riempiti per gioco, ci si è resi conto, che si stava dipanando e sviluppando un nuovo tema sul filone delle Old Etichette, ma, oggi, chiamate “New Etichette”, per distinguerle dalle prime: “Le Originali sono note come semplici e sole Etichette”. Si riesce, in questo modo, ad avere una rappresentazione cromatica, non più dipendente dalla sola manualità del compositore, ma, come già detto, anche dalla partecipazione implicita di chi ha creato il supporto, su cui si concretizza il prodotto cromo-grafico finale! Sottolineare una tale ricerca, può essere interessante, non solo perché dà modo di approfondire e specificare nuove linee guida, già, peraltro aperte ad ulteriori esperienze, ma soprattutto perché si entra in un più complesso scenario scritto grafico, il cui aspetto cromatico conclusivo è il protagonista del gesto artistico. Anche la Copertina di un settimanale di “GOSSIP” diventa l’Arena Artistica, utile per esprimere e rappresentare settori mentali, difficilmente apprezzabili! Siamo, così, di fronte ad una originale manualità creativa, detta “Imprinting”, poiché si è concretizzata in prevalenza nel giustapporre ed imprimere le etichette sul supporto prescelto: quasi a voler enfatizzare di impronte cromo-materiche lo spazio bidimensionale sul quale si è scelto di operare! In modo azzardato, si può affermare, che questa operazione ricorda, anche se con modalità diverse, il più famoso gesto pittorico, detto “Dripping”! E’, tuttavia, in entrambi i casi, che si manifesta, attraverso la “gestualità” la sperimentazione senza fine della creatività umana, la sola che rende possibile approfondire il campo della ricerca nel Caleidoscopio Artistico. Il substrato delle nuove etichette si presta, così, ad essere la base di una matericità più esplicita. La bidimensionalità delle sole etichette si trasforma, addirittura, in uno spazio tridimensionale con la presenza di altro materiale; che nel caso specifico del primo prodotto extra etichette è rappresentato da una sottile retina gialla (dapprima usata come contenitore di frutta), ora usata, invece, per scardinare la seconda dimensione e farla diventare la terza, rispetto al primitivo supporto cartaceo! Ci troviamo, ora, al cospetto di un prodotto Art-Materico. E’, ovvio, che la curiosità di esplorare sistemi di espressione cromo-grafica, sempre più innovativi, rappresenta la molla e lo stimolo per cercare orizzonti più accattivanti e misteriosi, anche se fisicamente irraggiungibili!
Il campo della ricerca artistica favorisce nuove esperienze, tale da spingerci sempre più in là, oltre confini inesplorati.