Le torri del vento (badghir) – Iran

Che necessità fa virtù e aguzza l’ingegno è dimostrato ampliamente dall’invenzione dei badghir.
In un territorio in gran parte desertico come quello iraniano, con temperature che, tranne nei brevissimi periodi invernali, oscillano tra i trenta e i cinquanta gradi, l’utilizzo delle “torri acchiappa vento” si è dimostrato vitale per raffrescare le abitazioni, i palazzi amministrativi, le moschee, le madrasa, fino alle cisterne costruite e utilizzate per la conservazione dell’acqua.
Le torri, che a prima vista appaiono come manufatti molto semplici, sono in realtà delle costruzioni piuttosto complesse e, nel corso dei secoli, la loro realizzazione fu affidata sempre a personale specializzato. Oltre che i principi fondamentali della fisica, era necessario conoscere la morfologia del territorio ove le torri dovevano essere edificate, la forza, la direzione e l’altezza dei venti predominanti e, inoltre, le caratteristiche dei materiali da usare per la costruzione.
Non è dunque un caso che si possono osservare, in tutto il vasto territorio dell’altopiano iranico, torri a vento molto dissimili fra loro per forma ed altezza. Ci sono torri, a sezione quadrata o rettangolare, predisposte con un unico accesso per l’entrata del vento o su tutti e quattro i lati e quindi suddivise da paretine murarie verticali disposte a croce che formano quattro condotti al loro interno.
Le torri aperte sui quattro lati sono tipiche di quelle zone dove il vento soffia indifferentemente da più parti. Si sfrutta qui il fatto che due lati della torre sono sempre contro vento e i lati opposti sono invece sottovento, per cui se due canali tendono a convogliare il vento negli ambienti sottostanti, i canali sottovento, per la depressione che si viene a creare, tendono invece ad espellere l’aria che, dopo aver ceduto il fresco all’ambiente sottostante, si riscalda di nuovo e sale verso l’alto.
Di notte, le pareti della torre cedono il calore accumulato durante il giorno all’ambiente esterno più fresco, per cui la torre funziona come un vero e proprio estrattore d’aria, infatti, la depressione che si viene a creare fa si che l’aria fresca del cortile entri negli spazi abitativi e, risucchiata dalla torre, aumenta di velocità e realizza una considerevole ventilazione.
Nei periodi caldi, oltre alla temperatura, la velocità dell’aria è un elemento rilevante nel agio abitativo: l’aria in movimento agevola la traspirazione della pelle e dona un senso di freschezza al corpo. Il benessere è notevolmente accentuato dall’usanza di inserire all’interno dei condotti dei recipienti di terracotta pieni d’acqua che umidificano l’aria in una zona dove questa è troppo secca.
Le torri a vento, al pari dei minareti e delle cupole di moschee e mausolei, sono elementi architettonici che caratterizzano fortemente lo skyline di gran parte delle città islamiche.
Inoltre, essendo le abitazioni concepite in modo “introverso” ovvero, tutti gli ambienti sono privi di aperture sui vicoli e si affacciano sui cortili interni, le torri a vento rappresentano gli unici elementi visibili dall’esterno e denotano il gusto e il livello di agiatezza dei proprietari; è forse questo il motivo per cui tanta ricercatezza e cura sono stati dedicati alla costruzione di questi elementi che si presentano in tutto il loro fascino ed eleganza: mattoni disposti in trame delle più svariate maniere formano il fusto segnato in orizzontale da qualche marcapiano sporgente; bifore, o loro multipli, a volte snelle come canne d’organo traforano la materia con forme leggiadre; file di mattoni sovrapposti e digradanti coronano la sommità; assiti di legno, torti dal tempo, compattano e consolidano la struttura e si allungano nel vuoto con le loro propaggini facendo sembrare le torri elementi vivi e naturali.

 

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