Storia e storie
Per le strade di Babilonia
Di
Domenico Pontrandolfi
Un antico libro, il “De septem orbis miraculis”, traduzione dal greco di un’opera attribuita ad un certo Filone di Bisanzio (III secolo a.C.) oppure a Filone di Eraclea (IV secolo a. C.), ci parla di sette grandi opere dell’ingegno umano definite le sette meraviglie del mondo antico.
Tra questi capolavori, due si trovano nell’antica Babilonia, la città situata sulla riva dell’Eufrate e che la Bibbia, nella Genesi, chiama Babele.
La prima di queste opere sono le mura della città, che Erodoto, esagerando, afferma essere lunghe 86 chilometri, alte 100 metri e larghe 22 metri.
La seconda di queste meraviglie sono i giardini pensili del palazzo reale di Nabucodonosor II, figlio di Nabopalassar.
E allora abbandoniamoci alla nostra fantasia e seguiamo una guida immaginaria per le strade della splendida città di Babilonia al tempo di Nabucodonosor.
Immaginiamo che questa guida, grazie alla benevolenza del sovrano, mostri la magnificenza di questa città a
genti provenienti da ogni parte del mondo, dalle sponde del Nilo alle isole dell’Egeo, dall’Anatolia alla Persia. Prima di varcare le porte, diamo uno sguardo alle acque dell’Eufrate e da qui ammiriamo le mura della città che si estendono per 18 Km rendendola invincibile.
Otto sono le porte che ci permettono di entrare ma noi, grazie al nostro sovrano, che non finiremo mai di ringraziare, passeremo attraverso la piu favolosa tra queste che si erge proprio qui, davanti a noi.
Ammiriamo la grande porta di Isthar, dedicata alla dea dell’amore e della guerra; stupiamo dei suoi 15 metri di altezza e della sua bellezza, guardiamo lo splendore delle sue merlature e dei suoi mattoni rivestiti di smalto azzurro e sbalordiamo davanti ai suoi rilievi raffiguranti tori e draghi disposti in file alternate.
Dopo un ultimo sguardo alla porta, proseguiamo lungo la Via della Processione; ammiriamo la sua larghezza di 22 metri e avviciniamoci alle mura che la delimitano per osservare i mattoni e le ceramiche decorate da rilievi a forma di leone e da numerosi motivi animali e floreali che la abbelliscono per tutta la sua lunghezza.
Affrettiamoci perché tra poco si arriva al recinto sacro ed al palazzo reale dove altre bellezze ci attendono.
Nel recinto sacro troviamo numerosi templi e non abbiamo certo il tempo per visitarli tutti però non possiamo evitare la Torre Etemnanki la cui triplice gradinata ci permette di accedere alla torre quadrangolare; un camminamento a spirale ci porta alla sommità della Torre dove è situata una cappella.
Scendiamo e usciamo dal recinto sacro e proseguiamo lungo la Via della Processione fino a raggiungere il Tempio Esagila di Marduk, tipico tempio della Mesopotamia, con la sua anticella, la cella e la meravigliosa corte centrale.
Torniamo un poco indietro e finalmente eccolo qui, lo splendido palazzo reale del sovrano, con la sua porta monumentale che si apre direttamente sulla Via della Processione e con le sue doppie mura e le formidabili fortificazioni.
Entriamo nel palazzo, sempre che ce lo permettano, e ammiriamo i suoi sei cortili intorno ai quali si aprono numerosi vani utilizzati per la cancelleria, per l’harem e per gli appartamenti reali, la cui visita ci è, ovviamente, preclusa.
Diamo uno sguardo alla Sala del Trono la cui peculiarità era quella di essere estesa più in larghezza che in lunghezza, e poi portiamoci verso l’angolo nordest del palazzo.
Qui, sopra una struttura a volte, sono situati i famosi Giardini Pensili dove possiamo godere della presenza di alberi da frutto, fiori e piante di ogni genere.
Ma il tempo per la nostra visita è finito come stava volgendo al termine il tempo dell’impero neobabilonese di Nabucodonosor e Nabopalassar.
Una crisi dinastica e la successiva invasione persiana posero fine alla potenza babilonese e l’asse della Storia esce dalla Mesopotamia per spostarsi definitivamente altrove.