I foglietti

Visita Guidata – Il Foro Romano, una passeggiata antica di 1500 anni di storia.

Di

Brunarte45

La passeggiata guidata nel Foro Romano è la trama di circa 1500 anni di storia di Roma, divenuta capitale dell’occidente del mondo, il cui rapporto con essa e con il suo graduale sviluppo ebbero nei secoli i Re Etruschi, i senatori, i consoli e gli imperatori. Costoro diedero all’Urbe fori, templi e basiliche, in ricordo di gesta e vicende di ogni tipo, realizzando di conseguenza grandi opere pubbliche e facendo della città la superba metropoli di un impero, divenuto il Mondo! Eccoci, quindi, di fronte a questa antica realtà, ancora oggi pregna di sensazioni molto forti! Attraversare un simile luogo, rimirandolo in ogni sua parte, è come essere protagonisti di vicende attuali. Delle due entrate, scegliamo quella a Largo della Salara Vecchia, proprio attigua a via dei Fori imperiali, l’arteria di traffico, oggi fruibile solo a piedi, che nel 1931-33, anno di costruzione, suscitò tanto malumore! Da qui si ha subito la sensazione di avere sotto il nostro potere le arcaiche rovine della Roma antica, ma è solo una sensazione: a sinistra abbiamo il tempio di Antonino e Faustina, a destra la basilica Emilia. Siamo più alti della seconda e più in basso del primo tempio. Scendiamo ancora e di fronte a noi è la Regia (una delle più antiche costruzioni del Foro, sede del re etrusco), poi l’ara di Cesare, più in là il Tempio di Castore e Polluce, che svetta su di noi con tre colonne scanalate. Qui, il lato breve a sud-ovest del Foro si trovò a essere sistemato col tempio del Divo Giulio incorniciato dall’arco partico di Augusto e dal portichetto dell’Arco di Gaio e Lucio Cesari, escludendo alla vista i venerandi monumenti della Regia e del Tempio di Vesta. Questa scelta va inquadrata nel periodo “cesariano” della politica di Augusto, prima della più prudente fase della restaurazione conservatrice. Ad, ogni modo, ci fermeremo, in questo posto, quando avremo visitato l’area verso il Tabularium, che rappresenta il fondale di chiusura, a nord-ovest, dell’area forense. Si passa, quindi, all’interno della grande Basilica Emilia, che pur con delle variazioni, anche sostanziali, è stata la struttura economica e legislativa di Roma, assieme alla Basilica Giulia, che l’affianca sulla sua sinistra. In mezzo l’area più specifica del Foro, più volte rifatto. Al suo interno, sono presenti le colonne onorarie con la più famosa, detta di Foca, dal nome dell’imperatore, che la scambiò con il Pantheon, dandolo al papa di turno; altri elementi caratteristici sono i Rostra, posti su una specie di tribuna, dove si tenevano i discorsi politici dei tribuni. Più avanti, a destra è presente l’Arco di Settimio Severo, che rappresenta, la struttura trionfalistica, sotto la quale, sfilavano i vincitori romani (all’inizio i generali, poi gli imperatori) per purificarsi del sangue versato nelle guerre vittoriose! Ancora più a destra è la Curia, il luogo dove si riuniva il Senato Romano. Nello spazio vicino, verso il Tabularium, sono presenti il Comitium, il Volcanale, il Lapis Niger. Il primo è il piazzale dove di tenevano le assemblee che prima, fino all’età di Cesare, si svolgevano in Campo Marzio. Sotto il lastricato del piazzale è il secondo, il così detto santuario di Vulcano (Volcanal), a lungo scambiato per la tomba di Romolo. Ancora oggi è possibile scendere una scaletta e ammirarvi la più antica iscrizione latina conosciuta, incisa su un cippo nel 6° secolo a.C. (“pietra nera”, in latino Lapis niger) che è il terzo elemento. Come si capisce, non si fa in tempo a vedere una particolarità di un referto archeologico, che il nostro occhio viene rapito da tante altre immagini, tutte pregne di tanti significati storici, religiosi, economici ed architettonici! Siamo ormai, davanti alla fila dei templi della Concordia, di Vespasiano e Tito, e del misterioso tempio degli Dei Consenti. Quest’ultima struttura sembra racchiudere gli spazi di 12 divinità pagane, che furono evocate per difendere Roma dall’attacco di Annibale! Salendo lungo il sentiero in basolato del Vicus Iugarius, proprio nelle vicinanze del Tempio di Saturno, vediamo gli avanzi dell’Umbilicus Urbis ed il Miliarum Aureum, che sono i due elementi caratteristici della fama di Roma: il primo indica il centro di Roma, quindi del mondo, il secondo è il riferimento di tutte le strade che partono da Roma. Arrivati in cima a tale percorso il panorama è ineguagliabile per la quantità di monumenti che appaiono ovunque! La Piazza del Foro è delineata da ciò che rimane delle sagome delle due basiliche: la Giulia a destra e l’Emilia a sinistra. Più in là, si riconoscono le tre colonne superstiti del Tempio dei Dioscuri, che assieme al Tempio di Saturno furono costruiti per primi, in epoca repubblicana; lungo la stessa direzione, in sovrapposizione, è il così detto tempietto di Vesta e la casa delle Vestali, le protettrici del Fuoco Eterno; infine, sempre a destra è la chiesa di S. Maria Antiqua. Sulla sinistra, in fondo, troneggia la mole inconfondibile della Basilica di Massenzio, poi diventata di Costantino, che ha superato in grandezza e spazialità, quelle di origine greca. Sul margine estremo, al centro del panorama, è l’arco di Tito nascosto tra le chiome degli alberi e le svariate rovine che lo precedono. Tanto rimane, comunque, da descrivere, per completare lo scenario incomparabile dinnanzi a noi: si potrà avere una più esauriente consapevolezza di ciò nell’atto di percorrere direttamente questo ineguagliabile teatro di storia e di vita.

Brunarte45

Architetto

La sua rubrica:

I foglietti

Riflessioni a cura di Brunarte45

Cronistorie di mostre, passeggiate, viaggi e personaggi raccolte in foglietti dalla penna sapiente di Bruno Bazzoni, architetto, guida culturale e critico d’arte. Sensazioni, colori e impressioni di chi, con occhio esperto, sa riconoscere arte, poesia e bellezza.
Condividi su: