Ho conosciuto l’arch. Stefano Russo all’aeroporto di Teheran, al meeting point del gruppo con il quale ho condiviso una esperienza di viaggio unica. Era il 2010 e sognavo di visitare l’Iran da 17 anni, dai tempi dell’università, quando ancora studente mi ero innamorata dell’architettura di terra cruda e delle sue forme compatte, calde, esteticamente compiute nella loro geometria equilibrata ed accogliente.
Avevo già acquistato il volume “L’altopiano iranico. Fonte di civiltà e ispirazione”, quale catalogo di una mostra fotografica sull’Iran, allestita presso il Museo Nazionale di Arte Orientale di Roma, nella sua sede originaria in via Merulana. Ne ho apprezzato immediatamente la qualità grafica, l’impaginazione curata e soprattutto la qualità scientifica dei testi e la precisione delle rappresentazioni in pianta e sezione degli edifici descritti. L’architettura islamica l’avevo studiata all’università con il compianto prof. Raza Kassaì e l’avevo approfondita nei suoi aspetti costruttivi con la mia tesi di laurea, sotto la guida del prof. Ugo Macrì. Poi, dopo alcuni anni di ricerca e studi, la vita e la professione mi hanno portato altrove … Grazie ai volumi di Stefano Russo ed alla sua passione per i viaggi e la documentazione, ho avuto l’occasione di visitare altri luoghi magici – Samarcanda, Bukara, Khiva – e mi auguro di viaggiare ancora insieme, anche attraverso la lettura dei suoi libri.